CNA Basilicata: “I 47 milioni siano l’occasione per costruire sviluppo, imprese e filiere territoriali”

Zaccagnino: “La vera sfida è trasformare la rigenerazione urbana in rigenerazione economica e sociale”

“47 milioni di euro sono un’opportunità importante per la Basilicata, ma non possiamo limitarci a finanziare opere. Dobbiamo progettare ciò che accadrà dopo la conclusione dei lavori”.
Così il presidente di CNA Basilicata, Renato Zaccagnino, interviene sul Bando Borghi – Linea FSCRI – Ri-2995, che mette a disposizione dei Comuni e delle Unioni di Comuni oltre 47,4 milioni di euro di risorse FSC 2021-2027 per Progetti Integrati di Rigenerazione Urbana.

“Rigenerare un borgo, una piazza, un edificio pubblico o un’area verde è importante, ma non è sufficiente se, una volta terminati i lavori, non siamo in grado di generare nuove attività, servizi, occupazione e occasioni di permanenza e di attrattività. La vera sfida deve essere quella di trasformare la rigenerazione urbana in rigenerazione economica e sociale”.

Per CNA Basilicata, questa sfida passa dal coinvolgimento delle imprese, soprattutto nei piccoli Comuni.
“L’artigianato non è infatti soltanto quello artistico o legato alla tradizione. È manifattura, edilizia, impiantistica, meccanica, lavorazione del legno e dei metalli, trasformazione agroalimentare, servizi, manutenzione, innovazione, design, tecnologie e una parte significativa dell’economia dei nostri territori”.
“Se vogliamo contrastare lo spopolamento dei piccoli Comuni, dobbiamo prima di tutto preservare e rafforzare quelle attività economiche che nei piccoli centri rappresentano un presidio sociale, produttivo e occupazionale”.

La rigenerazione, dunque, deve diventare una leva per costruire filiere territoriali. Un edificio pubblico recuperato può diventare spazio per laboratori, formazione, showroom e commercializzazione dei prodotti; piazze, percorsi e aree verdi possono essere messi al servizio dell’accoglienza, delle attività commerciali e artigiane, delle produzioni locali e del turismo.

“In questo modo un edificio recuperato non sarebbe semplicemente ‘ristrutturato’: diventerebbe un pezzo di una filiera economica territoriale”.

Per CNA non esiste, però, un modello valido per tutta la regione.

“La Basilicata è fatta di territori diversi, ognuno con caratteristiche, vocazioni e potenzialità proprie. Sarebbe un errore pensare di applicare lo stesso modello a tutti. Occorre invece partire dalle specificità di ciascuna area e individuare quei territori nei quali esiste già una base produttiva, culturale, ambientale o agroalimentare sulla quale costruire nuove filiere”.

La procedura negoziale prevista dal Bando, secondo CNA Basilicata, deve servire anche a rafforzare questa impostazione.

“Non soltanto verificare la qualità tecnica dell’opera, ma accompagnare i Comuni nella costruzione di progetti realmente capaci di produrre sviluppo nel tempo”.
“Non chiediamo che le imprese diventino semplicemente destinatarie indirette di un progetto pubblico. Chiediamo che vengano considerate protagoniste della strategia di sviluppo”.
Il punto, conclude Zaccagnino, è guardare oltre il cantiere.
“Chi gestirà quegli spazi? Quali attività vi nasceranno? Quali imprese potranno essere coinvolte? Quali giovani potranno trovare un’opportunità professionale? Quali visitatori potranno essere attratti?”
“Sono queste le domande che dovrebbero accompagnare ogni Progetto Integrato di Rigenerazione Urbana”.

“Per questo guardiamo a questi 47 milioni di euro come a un’occasione che non deve essere sprecata: non per distribuire semplicemente risorse ai territori, ma per costruire una visione di sviluppo che parta dalle identità locali e le trasformi in capacità produttiva, attrattività e lavoro”

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