CARO CARBURANTI, IN BASILICATA STIMATO L’AUMENTO

CNA Fita Basilicata: “Prorogare al 31 marzo 2027 l’utilizzo del credito di imposta, ma con chiarimenti sui rincari”.

«La Basilicata paga ancora a caro prezzo il carburante. Mi rivolgo a tutti gli organi di controllo competenti affinché si faccia chiarezza sulle ragioni di questi rincari, in una regione nella quale il costo del carburante dovrebbe essere ben diverso. È necessario fare luce sulla vicenda e dare una spiegazione a tutti gli imprenditori lucani, che si ritrovano sempre più impoveriti dall’aumento dei costi di esercizio e, a loro volta, con redditi sempre più bassi, al pari di un’impresa del Nord Italia».

È quanto dichiara Vincenzo Nolè, presidente CNA Fita Basilicata, commentando il quadro dei rincari dei carburanti e le loro ricadute sulle imprese del territorio.

Secondo le stime dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre sull’andamento della spesa per carburanti nel 2026, la Basilicata potrebbe registrare un aumento del 21,6% rispetto al 2025, pari a un aggravio stimato di 118 milioni di euro. Si tratta, appunto, di una stima e non di un dato consuntivo, ma il dato merita attenzione perché potrebbe indicare per la Basilicata uno degli incrementi percentuali più elevati a livello nazionale.

Per CNA Fita Basilicata, il dato potrebbe rappresentare un elemento di allerta: se le proiezioni indicano che la nostra regione rischia di essere maggiormente esposta alla crescita della spesa per carburanti, bisognerebbe capire perché ciò avviene e quali sono i fattori che determinano questa situazione. Una questione che riguarda direttamente la competitività delle imprese lucane, in particolare quelle dell’autotrasporto, per le quali il carburante costituisce una delle principali e meno comprimibili voci di costo.

Sul fronte nazionale, CNA Fita indica intanto una risposta concreta e immediata: la proroga al 31 marzo 2027 dell’utilizzo del credito d’imposta, così da attenuare l’impatto dell’aumento dei costi di esercizio sulle imprese dell’autotrasporto. Sottolineando che, per le piccole imprese, il mancato rinnovo della misura potrebbe arrivare a determinare un aggravio di 1.400 euro per veicolo, con impatti significativi sui bilanci delle aziende di dimensioni più ridotte.

Il sostegno nazionale è necessario, il credito d’imposta può infatti contribuire a compensare nel breve periodo una parte dell’aumento dei costi, ma resta da affrontare ciò che evidenzia CNA Fita Basilicata: perché in una regione che contribuisce da decenni alla produzione petrolifera nazionale, imprese e cittadini rischiano di subire rincari dei carburanti particolarmente pesanti?

È su questo punto che CNA Fita Basilicata chiede dunque attenzione e chiarezza agli organi competenti, affinché le misure richieste per le imprese possano essere realmente efficaci e di sostegno.

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